In Svizzera il matrimonio sarà per tutti

Venerdì 18 dicembre, l’Assemblea federale, il parlamento della Svizzera, ha approvato un disegno di legge per permettere i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Le coppie omosessuali, finora, potevano accedere esclusivamente alle unioni civili (le unioni domestiche registrate), che garantiscono minori diritti rispetto all’istituto del matrimonio. Il disegno di legge, proposto dai Verdi liberali e in lavorazione da sette anni, prevede l’estensione alle coppie omosessuali delle attuali disposizioni che regolano il matrimonio, di conseguenza non sarà più possibile la registrazione di nuove unioni civili.

La nuove legge consentirà inoltre alle coppie lesbiche sposate di accedere alla donazione di sperma (già prevista per le donne sposate con uomini), a patto che al bambino venga assicurato il diritto di conoscere la sua ascendenza. È questa la parte del disegno che ha suscitato le maggiori resistenze dell’ala più conservatrice dell’Assemblea.

Sebbene già incomba l’ombra del referendum confermativo – dal momento che l’Unione Democratica Federale, un piccolo partito conservatore, ha annunciato che raccoglierà le 50mila firme necessarie per la sua istituzione – i promotori della legge non si dicono preoccupati, forti dei sondaggi (secondo i quali l’80% dei svizzeri è favorevole ai matrimoni tra coppie omosessuali) e di una situazione analoga risoltasi in positivo. Infatti il referendum del 9 febbraio 2020 per l’approvazione della legge contro l’omofobia (approvata nel dicembre 2018), indetto sempre dallo stesso partito, aveva visto una vittoria schiacciante del sì, e quindi dell’introduzione nel codice penale della discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale.

La Svizzera sta facendo grandi passi avanti nel riconoscimento dei diritti della comunità LGBT+: oltre ad essere il 17° paese europeo a legalizzare il matrimonio tra persone dello stesso sesso, dovrebbe approvare a breve una riforma sulle procedure per il cambio del sesso anagrafico, al fine di renderle più agevoli e soprattutto più rispettose della privacy e della dignità delle persone trans.

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